██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Destino
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Con il termine mwbqdestino ci si riferisce a un insieme d'inevitabili eventi che accadono secondo una linea mwbgtemporale soggetta alla mwbwnecessità e che portano ad una conseguenza mwcafinale prestabilita.
Il suo significato può talora differire da altri termini affini: «mwdwIn questo senso il mweafato differisce sia dal destino che riguarda le sorti umane e al quale si concede di essere modificabile, sia dal concetto di mweqdeterminismo (connessione necessaria ma mwegimmanente delle cause tale da poter essere decifrata mwewrazionalmente)».cite-ref-referencea-1-0[1]cite-ref-2[2] In altri autori il termine viene considerato sovrapponibile a quello di mwhafato.cite-ref-3[3]
Il destino può essere dunque concepito come l'irresistibile potere o agente che determina il futuro, sia dell'intero mwigcosmo, sia di ogni singolo individuo. Il concetto risale alla mwiwfilosofia mwjastoica che affermava l'esistenza di un ordine naturale prefissato nell'mwjquniverso ad opera del mwjgmwjwLogos.
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Rappresentazioni mitiche di fato e destino
Dal plurale della parola latina mwmafatum, ovvero mwmqfata, derivano le moderne mwmgfate, in origine considerate dee del destino. Nel sesto libro dell'mwmwEneide, la mwnaSibilla rivolgendosi a mwnqPalinuro attribuisce i mwngfata agli dèi, forse perché esecutori dei loro dettami. Dai romani fu identificato con le mwnwParche, dalle quali dipendeva il destino degli uomini.
Nell'mwoqantica Grecia il Fato era un'entità soprannaturale, una forza cieca e misteriosa per un verso naturale alla quale niente può resistere e per altro verso divina poiché agisce liberamente ma che interveniva a modificare il corso della vita degli uomini senza alcuna precisa ragionecite-ref-4[4]. Il Fato era invincibile e persino gli dei vi dovevano sottostare, come proclamò la mwpgSibilla nell'mwpwOracolo di Delfi. Persino Giove non era che un mero esecutore in quanto determinato dalla mwqaNecessità. Il Fato venne personificato dalle tre mwqqMoire, e in seguito fu usato per designare il Destino, figlio del mwqgCaos e della mwqwNotte.
Al tempo delle monarchie mwrqellenistiche, dopo la morte di mwrgAlessandro Magno, si diffonde un'altra figura legata al destino: mwrwTyche la divinità che garantiva la floridezza di una città e il suo destino. La dea veniva rappresentata con sul capo una corona di mura cittadine, immagine delle fortune di una città, che cercava di preservare la propria esistenza nella violenza caotica del periodo dei mwsadiadochi.
Nella mwsgmitologia norrena le mwswMoire avevano la loro controparte nelle tre mwtaNorne. Il destino finale di tutti gli esseri viventi è il mwtqmwtgRagnarǫk, la battaglia che persino mwtwOdino dovrà affrontare alla fine del mondo.
Fato e destino
Nel linguaggio moderno il termine fato è stato sostituito da quello di destino che nell'antichità però differiva nel suo significato da quello di fato. Questi infatti, indica l'essere sottoposti a una necessità che non si conosce, che appare casuale e che pure invece guida il susseguirsi degli eventi secondo un ordine non modificabile.
Il destino invece può essere cambiato poiché esso è inerente alle caratteristiche umane:cite-ref-referencea-1-1[1] l'uomo «faber est suae quisque fortunae» (Ciascuno è artefice della propria sorte)cite-ref-5[5] L'unico artefice del proprio destino è dunque l'uomo stesso: concezione questa ricorrente nella mentalità romana che si contrappone all'idea del fato (dominante nel mondo classico) e che considera il romano responsabile protagonista delle sue azioni e della lotta contro il bisogno e la miseria.cite-ref-6[6]
Il concetto di fato inoltre va distinto da quello di determinismo secondo il quale la catena inesorabile e immodificabile degli eventi è immanente alle cose umane e quindi indagabile e conoscibile attraverso un'analisi razionale.cite-ref-7[7]
Il destino può essere visto come preordinato dal Divino (ad esempio, il concetto mwzqprotestante di mwzgpredestinazione) o derivato dalla volontà umana.
Divinazione del destino
Nella maggioranza delle culture il proprio destino può essere conosciuto solo per tramite di uno mwaqsciamano, un mwagprofeta, una mwawsibilla o un mwbaveggente. Nella mwbqDinastia Shang, in mwbgCina, venivano lanciati steli di millefoglie o intagliate ossa di mwbwtartaruga, molti secoli prima che mwcamwcqI Ching fossero codificati. In Tracia si scagliavano frecce per leggere il destino.
Concezioni filosofiche moderne del destino
mwdaMartin Heidegger è stato il pensatore che in epoca moderna meglio ha tematizzato il concetto di destino. È nel suo saggio mwdqmwdgEssere e tempo, pubblicato nel 1927, che il termine riceve una prima formulazione definita, ma anche nella sua riflessione posteriore il concetto riceve delle elaborazioni molto importanti, in una prospettiva che va però oltre l'mwdwesistenzialismo, e che, passando per il suo nuovo concetto di mweaontologia si carica anche di suggestioni mistiche estremamente importanti e suggestive.
mwegJames Hillman, riprendendo la concezione mweweraclitea del destinocite-ref-8[8] fa corrispondere l'idea di destino al nostro modo d'essere. Destino quindi determinato psicologicamente dalle scelte che noi facciamo dettate dal nostro stesso mwgacarattere o da quelle che altri fanno e che si ripercuotono su di noi condizionando il nostro futuro.cite-ref-9[9]
mwhgOsho Rajneesh sostiene invece che «Accettare l'esistenza del fato comporta un suicidio, in quanto toglie ogni responsabilità all'essere.»cite-ref-10[10]
Altri termini
Il termine equivalente a mwjqdestiny (destino) nell'inglese antico era mwjgdoom, come nel mwjwmwkaDomesday Book, il censimento dell'Inghilterra condotto dai mwkqNormanni nel mwkg1086 d.C. mwkwDoom ha in seguito assunto i connotati sinistri del cataclisma universale della fine dei tempi ("Sorte avversa", "Giudizio universale").
Il destino nella letteratura e nel teatro
Il destino è una fonte di mwlgironia in letteratura; i personaggi possono agire senza realizzare il proprio destino, del quale però gli spettatori o i lettori sono già al corrente. Questa forma di ironia è importante nella mwlwtragedia greca, come lo è nel teatro di mwmaSchiller, nella mwmqmwmgForza del destino di mwmwVerdi, o in mwnaThornton Wilder mwnqThe Bridge of San Luis Rey. Il tema comune in queste opere è un protagonista che non riesce, per quanto ardentemente si sforzi, a sfuggire ad un destino già fissato.
Nell'Islam e nel mondo anglosassone
La parola "Kismet" (raro, "Kismat") deriva dal termine arabo "qismah" ed è entrata nell'uso inglese tramite la parola turca "qismet" che significa sia "la volontà di Allah" sia "parte assegnata dal fato". In inglese, il termine è sinonimo di "Fate" o "Destiny".
"Kismet" viene spesso usata insieme ad "happenstance" ("coincidenza") per stabilire una dicotomia tra ciò che è stabilito dal fato e ciò che avviene per puro caso, in circostanze fortuite. Per esempio, "Dopo che Bob si era rotto il braccio in un incidente e aveva incontrato la bella infermiera che sarebbe diventata sua moglie, non sapeva se ringraziare il fato ("Kismet") o il caso ("Happenstance"). Tutto quello che sapeva era che dopo molti anni bui il suo mondo era nuovamente diventato un posto pieno di luce."
Note
cite-note-referencea-11. ↑ mwqqEnciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce corrispondente.
cite-note-22. ↑ «Fato. Nozione solitamente definita in correlazione o in contrapposizione a quelle di mwrqprovvidenza, mwrgdestino, libertà, determinismo», mwrwDizionario di filosofia Treccani (2009).
cite-note-33. ↑ «Destino (it. anche mwswfato)» (A. Magris, mwtaEnciclopedia filosofica Bompiani, vol. 3, pag. 2743, anno 2006). «Il termine sinonimo di "destino", mwtqfato, deriva da...» (K.V. Bolle, mwtgEnciclopedia delle religioni, Jaca Book, vol. 4, pag. 193, anni 1987, 2004).
cite-note-44. ↑ Umberto Fracassini, mwugEnciclopedia Italiana Treccani (1932) alla voce "Fato"
cite-note-55. ↑ La locuzione è presente nella seconda delle due epistulae mwvgad Caesarem senem:/ de re pubblica (De rep., 1, 1, 2) attribuite a Sallustio, ma di autenticità molto discussa (non è improbabile vederle citate come opere dello Pseudo Sallustio).
cite-note-66. ↑ Antimo Negri, mwwgFilosofia del lavoro: storia antologica, Volume 1, Marzorati 1980, p.29
cite-note-77. ↑ mwxgEnciclopedia Garzanti di Filosofia 1981 p.295
cite-note-88. ↑ «Destino per ognuno è il proprio carattere» (In mwygSilvestro Banchetti, mwywLa persona umana nella morale dei Greci, C. Marzorati, 1966 p.81
cite-note-99. ↑ James Hillman, mwzwIl codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino, trad. it. A. Bottini, Editore Adelphi, 1997
cite-note-1010. ↑ Walter Ferrero, Marta Residori, mw0wLa Paura: Se la conosci la superi, Adea edizioni, 2013 p.64
Bibliografia
• Alessandro di Afrodisia, mw1wIl destino, prefazione, introduzione, commento, bibliografia e indici di Carlo Natali, Milano, Rusconi, 1996.
• Cicerone, mw2qIl fato, introduzione, edizione, traduzione e commento di Stefano Maso, Roma, Carocci, 2014.
• Aldo Magris, mw2wDestino, provvidenza, predestinazione: dal mondo antico al cristianesimo, Brescia, Morcelliana, 2008 (nuova edizione ampliata 2016).
• Tiziano Terzani, mw3qUn'idea di destino. Diari di una vita straordinaria, Longanesi, 2014
• Thorwald Dethlefsen, Rudiger Dahike, mw3wMalattia e destino, ed Mediterranee, 2003
Voci correlate
• mw4wAtichefobia
• mw5qDeterminismo
• mw5wFato
• mw6qFatalismo
• mw6wIndeterminismo
• mw7qLibero arbitrio
• mw7wLibertà
• mw8qNecessità
• mw8wProvvidenza
• mw9qSincronicità
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni sul destino
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «destino»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su destino
Collegamenti esterni
• citerefsapere-itdestino, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) fate, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Destino, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Destino, su The Visual Novel Database.